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Export italiano colpito dalla guerra dei dazi: dato peggiore dal 2011

17/01/2020 11:09:34 Economic Indicators
Di Mauro Speranza Appena firmata la ‘tregua’ nella guerra dei dazi, non si fermano i dati che indicano che il ‘conto’ da pagare per le tariffe economiche sta colpendo le economie dei diversi paesi coinvolti. Se il dato diffuso oggi mostra un rallentamento dell’economia cinese con il suo +6% del Pil, ai minimi degli ultimi 30 anni a causa delle tensioni USA-Cina, la guerra commerciale ha dimezzato anche l’export italiano per effetto proprio dei dazi scattati il 18 ottobre che hanno colpito le esportazioni in Italia negli Stati Uniti (-10%). L’allarme è stato lanciato dalla Coldiretti sulla base dei nuovi dati Istat sul commercio estero diffusi oggi dai quali emerge un calo delle esportazioni pari al 4,1%, peggior risultato dal 2011. Il calo, appunto, è addebitabile quasi interamente al calo delle vendite nei paesi extra UE, con gli Stati Uniti principale mercato di sblocco del ‘Made in Italy’ al di fuori dell’Europa. “Il risultato negli Usa”, spiega la Coldiretti, “rappresenta peraltro una drastica inversione di tendenza rispetto ai dieci mesi precedenti in cui erano aumentate in media del 11,3%”. Ma il peggio potrebbe ancora con “Trump che minaccia di aumentare e di estendere i dazi a prodotti simbolo del Made in Italy, a quasi tre mesi dall'entrata in vigore il 18 ottobre 2019 dei dazi aggiuntivi del 25% che hanno colpito per un valore di mezzo miliardo di euro prodotti agroalimentari italiani”. La nuova lista di prodotti vietati “rischia di colpire circa i 2/3 del valore dell'export del Made in Italy agroalimentare in Usa che è risultato pari al 4,5 miliardi in crescita del 13% nei primi nove mesi del 2019”, secondo l'analisi della Coldiretti. Tra i prodotti colpiti ci sono il Parmigiano Reggiano, il Grana Padano, il Gorgonzola, l’Asiago, Fontina, il Provolone ma anche salami, mortadelle, crostacei, molluschi agrumi, succhi e liquori come amari e limoncello”, aggiunge Coldiretti. Si tratterebbe di una “eventualità devastante per il Made in Italy agroalimentare che mette a rischio il principale mercato di sbocco dei prodotti agroalimentari Made in Italy fuori dai confini comunitari e sul terzo a livello generale dopo Germania e Francia" denuncia il presidente della Coldiretti Ettore Prandini, Inoltre, Prandini sottolinea che "l'Unione europea ha appoggiato gli Stati Uniti per le sanzioni alla Russia che come ritorsione ha posto l'embargo totale su molti prodotti agroalimentari, come i formaggi, che è costato al Made in Italy oltre un miliardo in cinque anni ed è ora paradossale che l'Italia si ritrovi nel mirino proprio dello storico alleato, con pesanti ipoteche sul nostro export negli Usa". Pertanto, la Coldiretti chiede all’Unione europea "di trovare risorse sufficienti e misure di compensazione per gli agricoltori e apprezza gli sforzi messi in campo per cercare di bloccare la disputa commerciale con l'amministrazione USA anche alla luce della missione del commissario al commercio Phil Hogan a Washington DC”.
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